La teoria del volo

Lungi da noi l’essere profani con queste parole, Gesù nel Vangelo secondo Matteo diceva “In verità io vi dico: se avete fede quanto un granello di senape, potrete dire a questo monte: ‘Passa da qui a là’, e passerà; e niente vi sarà impossibile”
Da queste parole nasce il concetto di ubiquità, quella attribuita ad alcuni Santi.
Ecco, senza profanare Santi o Divinità, vedere Andrea “Little Hulk” Feroce salvare un attacco vicino al muro che delimita la palestra e recuperare il pallonetto successivo, un paio di secondi dopo, sotto rete assume il significato di dono dell’ubiquità.
Partita stratosferica per il nostro Libero al quale, pur iscritto all’università UNIMORE non è ancora stato spiegato il concetto di gravità; dunque, non conoscendolo, si permette di difendere palloni fluttuando nell’aria come solo il vecchio dottore della pallacanestro statunitense sapeva fare.
Partiamo male, decisamente male.
Il Guerriero della luce resta a casa, al suo posto “Lou” Lancetti schiera il nostro capitano Lorenzo Pizzetti e si vede subito che non è in serata, così ancor prima della fine del primo set si accomoda sulla panchina per far posto a Paolo Cristofaro, un ossimoro fatto uomo; un palleggiatore opposto.
Il primo set lo lasciamo sul campo, in vantaggio 23-19 ci facciamo infilare con 6 punti consecutivi, forse anche per un doppio cambio che non ha sortito l’effetto desiderato.
Nel secondo non ci capiamo molto e con 13 errori abdichiamo per lasciare loro il 2-0.
In realtà noi siamo duri a morire e nel terzo set inizia ad uscire il Bruce Willis presente in ognuno dei ragazzi.
Marco “Robin Hood” Corbetti inizia a girare meglio chiamato più volte in causa da Ricky Ravazzini.
In campo oltre a Folloni, al centro schieriamo Lorenzo Caciagli che sfodera un livello tecnico di categoria superiore. Il gigante di Bibbiano, fisicamente dimagrito, dimostra di essere cresciuto molto nell’ultimo anno.
Dai una, dai due, Paolino si illumina, inizia a crederci e prende forma questo magnifico cambio di ruolo, il bruco che diventa farfalla o molto di più, Paolino estrae un costume color rosso blu con una “P”disegnata sul petto.
Andiamo sul 2-1 ed iniziamo tutti a credere che la rimonta sia possibile.
Nel quarto, Paolo “Superman” Cristofaro buca più volte il muro avversario dimostrando una potenza fino ad ora sconosciuta.
Rimontiamo anche se ci manca ancora qualche cosa per essere di livello. Però andiamo sul 2-2.
Nel tie break torniamo a cadere nelle nostre paure.
Superman Paolino poco servito in zona 2 con i palloni che vanno spesso in 4 dove c’è Luca Cigni.
Luca, dopo la brillante prestazione di un paio di sere fa in Under 18, subisce la sudditanza psicologica delle parole “Serie D” e dell’esperienza messa in campo dai parmigiani. Stessa sudditanza psicologica che subì Bryon Russell, che da rookie promise a Jordan di fermarlo in una giocata chiave, evento che accadde in una sesta di finale a Salt Lake City. Diciotto secondi alla fine Utah e Chicago in parità, palla in mano a Michael che vede al centro della difesa avversaria Bryon, gli fa un segno tipo “sono qui” ed è quel gesto che dimostrò la superiorità psicologica di Jordan. Inutile dire che Bryon quella palla non la vide mai e finì nel canestro della squadra di Salt Lake City dando il sesto titolo ai Bulls. Bryon continuò la sua carriera per molti anni ancora, riuscendo ad eliminare la sudditanza psicologica e diventando uno dei migliori difensori della NBA. Ora, caro Luca, inizia ad eliminare dal tuo volto quello sguardo triste alla James Dean dopo ogni errore, prendi coscienza del tuo valore e trasformati in un bellissimo cigno come Paul Newman.
E poi Alessandro Folloni che nella seconda parte del tie break sfoggia un colpo talmente arrotolato che se dovesse migliorare in continuità potrebbe emulare Martin Riggs e diventare la sua arma letale.
Ogni tentativo che i fratelli Wright misero in atto per provare a far decollare il loro Flyer fu un fallimento, fino a quando non prese il volo.
Ci manca poco per essere competitivi in Serie D. Questo ennesimo 3-2 (dove noi siamo sempre il 2) ci deve dare certezza delle nostre capacità e tornare in campo già il prossimo sabato, contro una non impossibile San Polo Leadercom, con la convinzione che il nostro 2 deve diventare 3.
Non dobbiamo mai smettere di provare, proprio come i fratelli Wright.
#orgogliosidiesserenoi
#noiabbiamounsogno
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