La vita è un gioco di punti

“Ora noi o risorgiamo come squadra o cederemo un punto alla volta” e come spesso ci accade, abbiamo ceduto un punto alla volta.

Ci sono sport a tempo dove le partite finiscono al suono della sirena ed altre dove è il raggiungimento di un determinato punteggio a decretarne la fine.

Fra le prime va sicuramente ricordata la rimonta della Virtus Bologna nella finale scudetto del 1995 con la diretta rivale cittadina Fortitudo. Sotto di 4 a 5 secondi dalla fine (una eternità nel basket) Danilovic esce da un blocco alto riceve da Rigaudeau, va in sospensione da tre e imbuca subendo fallo da Dominque Wilkins. Mette il libero e porta l’unica vera bianconera al supplementare e alla successiva conquista del titolo.

Fra le seconde risulta certamente indimenticabile il primo turno del Foro Italico nel 1976. l’australiano Warwick è vicino alla conquista del match, sopra di 5-2 nel terzo set ma dall’altra parte del campo un determinatissimo Adriano Panatta gli annulla 11 match point e si aggiudica il tie break per 8-6.

Mai darsi per vinti ma nemmeno pensare di avere la partita in tasca pur con un cospicuo vantaggio; lo sport questo insegna, fino a farti scoprire che anche la vita è un gioco di punti.

Ieri sera, contro la formazione arrivata da Pieve Modolena, noi siamo stati la Fortitudo e Warwick delle storie raccontate.

Dopo i primi 2 set equilibrati che hanno portato la partita sull’1-1, Lancetti si gioca il nuovo arrivato Mauro Chiossi che si presenta subito con 2 battute punto e prova a spaventare gli avversari come faceva James P. “Sulley” Sullivan in Monsters & Co. Effettivamente la squadra gira meglio e dalle mani di Mauro escono palle raffinate per i nostri attaccanti, così ci portiamo a casa il terzo e andiamo sul 2-1.

Nel quarto prendiamo coscienza che la pallavolo è il nostro sport e lo giochiamo. Mauro “Sulley” Chiossi in regia regala spettacolo, Il Guerriero della luce al secolo Pizzetti è in campo e gioca come se fosse sulla sabbia facendo punti anche con colpi da beach, Neo Piccinini, non ancora l’eletto, gioca nel vecchio ruolo di centrale e mette la sua “sette”. Ci sono tutti a fare la propria parte, James Dean Cigni, Robin Hood Corbetti, The Wall Folloni ma soprattutto Little Hulk Feroce che costituisce la nostra invalicabile Linea Maginot. Siamo sopra di 8 punti sull’11 a 3. Poi 16-9, quindi 18-11 e 22-16 e li ci fermiamo, pensiamo di avere vinto mentre loro pensano a Panatta. Ci prendono, ci superano e chiudono 25-23.

Il tie break lo giochiamo fino al 10 pari poi andiamo nello spogliatoio e lasciamo loro soli a giocare gli ultimi 5 punti.

In questa squadra si combatte per un punto, in questa squadra ci massacriamo di fatica noi stessi e tutti quelli intorno a noi per un punto  ci difendiamo con le unghie e con i denti per un punto, perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei punti il totale allora farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta, la differenza fra vivere e morire.”
Ecco, questo noi non lo abbiamo ancora capito.

#orgogliosidiesserenoi
#noiabbiamounsogno

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